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martedì 26 maggio 2020

STEP #15: NEL NOVECENTO

Il Futurismo è stato un movimento letterario e culturale italiano, nonché la prima avanguardia europea. Il futurismo ha una data di nascita precisa: il 20 febbraio 1909. In quel giorno, infatti, Marinetti pubblicò sul «Figaro», giornale parigino, il Manifesto del Futurismo. 
 I futuristi intendevano idealmente "bruciare i musei e le biblioteche" in modo da non avere più rapporti con il passato per concentrarsi così sul dinamico presente; tutto questo, come è ovvio, in senso ideologico. Questa voglia di rottura con il passato nasce da un'aspra critica alla società ottocentesca che viveva nel ricordo del passato e condizionata dai modelli storici. Il futuristi volevano quindi una rottura definitiva con il passato per concentrarsi sul dinamico presente il quale era in continuo e sempre più veloce sviluppo.

STEP #14: NELL'OTTOCENTO

L'Ottocento fu un secolo di grandi innovazioni in tutti i campi, la medicina diventa definitivamente scienza e tecnologia; nasce la psicologia sperimentale, la moderna psichiatria e il secolo si conclude con la nascita della psicoanalisi (di cui parleremo più avanti).
Sergej Sergeevič Korsakov fu uno dei più grandi neuropsichiatri del XIX secolo con numerose pubblicazioni riguardo la psichiatria e le neuropatologie.
Ed è proprio a lui che si deve la scoperta della sindrome di Korsakoff, un deficit di memoria a lungo termine che impedisce di apprendere nuove informazioni dall'esordio della malattia in avanti, e cancella anche eventi avvenuti prima. Tra le parti del cervello che vengono danneggiate da questa sindrome c'è proprio l'ippocampo, la regione del cervello che ha un importante ruolo nella formazione delle memorie esplicite, nella trasformazione delle memorie a breve termine in memorie a lungo termine e nella navigazione spaziale.

mercoledì 20 maggio 2020

STEP #13: NEL SETTECENTO

Come sappiamo un Museo è una raccolta, pubblica o privata, di manufatti relativi a uno o più settori della cultura, tra cui l'arte, la scienza e la tecnica. L'International Council of Museum lo definisce come " Un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società, e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali ed immateriali dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, e le comunica e specificatamente le espone per scopi di studio, educazione e diletto." 

I musei quindi hanno lo scopo di preservare il passato e di mantenerne vivo il ricordo. Il museo di Alessandria, costruito in età ellenistica, viene considerato il primo museo.

Ma il primo vero museo aperto al pubblico come oggi lo intendiamo noi nacque sotto il pontificato di Clemente XII nel 1734, quando fu aperta la collezione dei Musei Capitolini a Roma.

STEP #12: ''RICORDARE'' NEL MEDIOEVO E NELL' ETÀ MODERNA

L'anfiteatro della Memoria fu il progetto utopico dell'umanista rinascimentale Giulio Camillo Delminio, il quale nel 1500 concepì l'idea di un teatro destinato a conservare tutta la conoscenza universale. La sua intenzione era quella di edificare un sistema mnemonico che ricalcasse perfettamente il funzionamento della mente umana, in cui racchiudere tutto il sapere dell’uomo, da lui selezionato e organizzato. Per Camillo,  l'anfiteatro doveva essere insieme un teatro ma anche un libro, questo doveva essere costruito in legno e poi riempito di libri e di quadri. L'anfiteatro di Camillo, si ispirava al modello del De Architectura dell'architetto romano Vitruvio (di cui abbiamo parlato nello  STEP #08) ed era diviso in sette gradi, intersecati da sette corsie: l'edificio era suddiviso in quarantanove caselle, a ognuna delle quali era associata mnemonicamente una figura simbolica.

       
Bibliografia:  
       


mercoledì 22 aprile 2020

STEP #08: ''RICORDARE'' NELLA TECNOLOGIA DEL PERIODO ANTICO

Il popolo Romano fu uno dei più più abili dell'antichità nella costruzione di grande opere architettoniche ed ingegneristiche come: ponti, acquedotti, terme e strade.
Delle tecniche di costruzione dei romani però ci resta ben poco, l'unica opera che è giunta fino ai giorni nostri è il trattato di Marco Vitruvio Pollione, il De Architectura. Questo perchè uno dei metodi che più usavano i romani per tramandare le tecniche di costruzione era quella orale. Il ricordo e la memoria infatti avevano una funzione importantissima in quanto ogni singolo dettaglio andava ricordato per poi essere tramandato alle generazioni future.

mercoledì 25 marzo 2020

STEP #02: STORIA DELLA PAROLA



Il termine ricordare deriva dal latino “re-cordor” ed è per tanto legato all’espressione “re-cor”; Quest’ultima è composta dal prefisso iterativo “re” e dal termine latino “cor”, per cui ricordare significa ri- portare nel cuore, ricondurre nel cuore, che viene concepito per tanto come sede privilegiata del ricordo.

Poiché, come appena detto, ricordare significa riportare nel cuore, è chiaro che si può ricordare solo ciò che è già stato nel cuore.

Ricordare, tuttavia, è anche “re - accordare”, vale a dire far vibrare le corde del cuore all’unisono, nello stesso modo in cui erano vibrate quando era stata vissuta l’esperienza ricordata.

Il ricordo quindi è incentrato sulla dimensione emotiva, come si evince andando ad analizzare le origini del verbo “Rimembrare”. “Rimembrare”, infatti, deriva dal latino “ re- membra” che significa ricondurre al corpo il ricordo.

 

https://digilander.libero.it/pedagogiaresistenza/gli_sguardi_della_memoria.htm

 

 

STEP #01: DEFINIZIONE ED ETIMOLOGIA

Ricordare v. tr. DEFINIZIONE (dal dizionario online Treccani  http://www.treccani.it/vocabolario/ricordare ) :  1.  Richiamare alla...